Pianura Pagana

by Malnàtt

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1.
2.
io ti propongo la devastazione del corpo e dell’anima, nel nome di un’adolescenza infinita e violenta, non puoi rispondermi camomilla e pantofole... oltre il divano, la tisana con il miele di acab. oltre i concerti da vedere seduti nel posto numerato, magari lontano dall’entrata che prendiamo freddo. io ti propongo di pogare come scimmie ubriache, di scuotere la testa fino a dimenticarti il concetto di dolore e il senso del bene e del male, di giusto e sbagliato e del fatto che è giusto sbagliare (da quando sei nato). oltre la fibra ottica e la vanga larga per scavarci la fossa... siamo già oltre l’imborghesimento… o no? che senso ha vivere se non sperimentare nuovi dolori, superiori al dolore della vita stessa? che senso ha? il prossimo passo non ci farà cadere nel baratro perché noi nel baratro ci viviamo già. errare. umano errare. girovagare nell’errore. e ritrovarsi. amarsi.
3.
sono stato vecchio anch’io, perché speravo in un passato migliore. sono stato morto anch’io, è ora che lo sia anche tu! finita l’era della filologia, della ricerca e del dialetto, ora che è diventato di moda sai il pagan metal dove lo metto? black metal una posa demenziale: suonare merda e pretender di piacere. cinquanta e più persone in formazione e nessuna nel suo ruolo, dannazione! i membri sono membra del corpo, le canzoni solo un pretesto per placare di fama la sete. ora in coro dite chi siete! noi siamo le banche organi a disposizione del corpo malato di malnatt. noi siamo le banche organi a disposizione del corpo malato di malnatt. noi siamo! le banche organi a disposizione del corpo malato di malnatt. non siamo le banche organi! indisposizione! dal corpo malato di malnatt. noi siamo le banche organi: estrema unzione del corpo malato di malnatt. noi siamo le banche organi: decomposizione del corpo malato, del porco malnato di malnatt.
4.
tri tri tri, fru fru fru, uhi uhi uhi, ihu ihu ihu. il poeta si diverte, pazzamente, smisuratamente. non lo state a insolentire, lasciatelo divertire poveretto, queste piccole corbellerie sono il suo diletto. cucù rurù, rurù cucù, cuccuccurucù! cosa sono queste indecenze? queste strofe bisbetiche? licenze, licenze, licenze poetiche. sono la mia passione. farafarafarafa, tarataratarata, paraparaparapa, laralaralarala! sapete cosa sono? sono robe avanzate, non sono grullerie, sono la... spazzatura delle altre poesie, se d’un qualunque nesso son prive, perché le scrive quel fesso? bubububu, fufufufu, friù! friù! bilobilobiobilobilo blum! filofilofilofilofilo flum! bilolù. filolù, u. non è vero che non voglion dire, vogliono dire qualcosa. voglion dire... come quando uno si mette a cantare senza saper le parole. una cosa molto volgare. ebbene, così mi piace (di) fare. a, e, i, o, u e lasciatemi divertire!
5.
cadaverica nebbia, al livello dei paracarri nei canali i corpi dei tetti annegati. le finestre degli annessi l’ocra delle stanze l’obitorio delle pozze, come un fiume. e in esse i cocchieri, gli arabeschi delle carrozze, ed è preso per la briglia il cavallo del firmamento. e le gocce nei cespugli, la via piena di nuvole, cinguettío degli uccelli, le gemme sui rami. e tutti quanti, tutti escono assieme a me per la strada deserta verso il campo jamskòe, dove i lampioni dormono è straniera la distanza: sul far dell’alba assordano i fringuelli marini. di nuovo per un niente con timidezza il suolo va creando nel silenzio un’opera grandiosa. di nuovo per un niente... un’opera… grandiosa!
6.
non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico ma nazione vivente, ma nazione europea: e tu cosa sei? terra di infanti, affamati, corrotti, governanti impiegati di agrari, prefetti codini, avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi, funzionari liberali carogne come gli zii bigotti, una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino! milioni di piccoli borghesi come milioni di porci pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti, tra case coloniali scrostate ormai come chiese. case coloniali come chiese proprio perché tu sei esistita, ora non esisti, proprio perché fosti cosciente, sei incosciente. e solo perché sei cattolica, non puoi pensare che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male. sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.
7.
8.
amo guardare come muoiono i bambini. l’avete mai vista la brumosa onda della risacca del riso dietro la proboscide della tristezza? io, invece, nella biblioteca delle strade ho sfogliato così spesso il volume delle tombe. la mezzanotte palpava con fradicie dita me e il chiuso steccato, e con la calvizie delle cupola imperlata dall’acquazzone galoppava la cattedrale impazzita. e vedo: cristo fuggiva dall’icona, e la fanghiglia baciava in lacrime il lembo della tunica sbattuto dal vento. io grido contro il muro, conficco il pugnale delle parole frenetiche nella polpa del cielo inturgidito: sole! padre mio! abbi tu almeno pietà, non tormentarmi! è il sangue mio da te versato che scorre sul lungo cammino. è la mia anima in quei brandelli della lacerata nuvola sull’arrugginita croce del campanile nel cielo riarso! tempo! almeno tu, sciancato pittorucolo di icone, dipingi la mia immagine nel sacrario del secolo deforme! sono solitario come l’ultimo occhio di un uomo in cammino verso la terra dei ciechi.
9.
05:23
posso insegnarti i congiuntivi, posso insegnarti a guardare il cielo apprezzandone anche i piccoli ritagli tra gli angoli dei tetti. posso portarti in chiesa senza pregare posso farti camminare senza farti stancare, questo posso fare, quando mi dai motivo. posso insegnarti a pensare di conseguenza a soffrire non mi vorrai ringraziare no... per tutto il resto puoi sceglierti un marito, o qualche serie di-amanti, un anello da mettere al dito e qualche cesta di gatti. puoi lottare per un mito una causa o un partito. puoi accendere un mutuo o anche solo del fumo. puoi bere molto alcol o le menzogne di qualcuno. puoi credere a tutti tranne a me. posso insegnarti ad ascoltare  la musica di un cantiere,  posso farti scoprire la poesia  anche se sei felice. posso farti apprezzare  anche l’arte più indecente  quella che dice la gente:  “lo potevo fare anch’io”. posso allontanare dio avvicinarti al mio io se mi dai un motivo  anche musicale.
10.
statue d’ebano lungo i viali sante a cui fare donazioni. abeti ebeti, albine diafane afroasiaticheuropee. papi, pope e papponi, la guerra fredda è finita, scambiatevi un segno di pace per la vostra candida vita. sono gli alberghi a ore i veri templi dell’amore. amore come sindrome lenzuola come sindone. cum on! altari in cui sacrificare una prole potenziale. prendete e mangiatelo tutto questo è il mio corpo in saldo per voi. alzate le gambe all’aria, ave regina missionaria, salutate del vostro signore la cappella pagata a ore. prostatite, prostitute, inchinatevi, perché qui il tempo è denaro e il denaro qui è dio, ed io? sono positivo, sì-ero-positivo si fidi di me, sifilide gonorrheal, god’s not real.
11.
perché, mia piccola regina, mi fate morire di freddo? il re dorme, … potrei, quasi cantarvi una canzone, ché non udrebbe! oh, fatemi salire sul balcone! mio grazioso amico, il balcone è di cartapesta, non ci sopporterebbe! volete farmi morire senza testa? ...senza testa! oh, piccola regina, sciogliete i lunghi capelli d’oro! poeta! non vedete che i miei capelli... sono di stoppa? oh, perdonate! perdono. così? così...? non mi dite una parola, io morirò... come? per questa sola ragione? siete ironica... addio! vi sembra? oh, non avete rimpianti per l’ultimo nostro convegno nella foresta di cartone? ... di cartone! io non ricordo, mio dolce amore... ve ne andate... per sempre? oh, come vorrei piangere! ma che posso farci se il mio piccolo cuore è di legno?

about

The last album of The Malnatt Collective. 11 original songs, 5 lyrics by dead poets, 2 guest singers. The real sequel of "La Voce dei Morti", aggressive black metal mixed with musical experimentation, for the avantgarde album of the year.

credits

released April 1, 2018

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Il Male Production Bologna, Italy

Il Male (The Evil) Production is an independent underground label devoted to the promotion of the most valuable underground bands of italian and international metal scene.

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