Pianura Pagana

by Malnàtt

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about

The last album of The Malnatt Collective. 11 original songs, 5 lyrics by dead poets, 2 guest singers. The real sequel of "La Voce dei Morti", aggressive black metal mixed with musical experimentation, for the avantgarde album of the year.

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released April 1, 2018

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Il Male Production Bologna, Italy

Il Male (The Evil) Production is an independent underground label devoted to the promotion of the most valuable underground bands of italian and international metal scene.

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Track Name: Io ti propongo
io ti propongo la devastazione del corpo e dell’anima, nel nome di un’adolescenza infinita e violenta, non puoi rispondermi camomilla e pantofole... oltre il divano, la tisana con il miele di acab.
oltre i concerti da vedere seduti nel posto numerato, magari lontano dall’entrata che prendiamo freddo. io ti propongo di pogare come scimmie ubriache, di scuotere la testa fino a dimenticarti il concetto di dolore e il senso del bene e del male, di giusto e sbagliato e del fatto che è giusto sbagliare (da quando sei nato). oltre la fibra ottica e la vanga larga per scavarci la fossa... siamo già oltre l’imborghesimento… o no? che senso ha vivere se non sperimentare nuovi dolori, superiori al dolore della vita stessa? che senso ha?
il prossimo passo non ci farà cadere nel baratro perché noi nel baratro ci viviamo già. errare. umano errare. girovagare nell’errore. e ritrovarsi. amarsi.
Track Name: Il Collettivo Malnatt
sono stato vecchio anch’io, perché speravo in un passato migliore.
sono stato morto anch’io, è ora che lo sia anche tu!
finita l’era della filologia, della ricerca e del dialetto,
ora che è diventato di moda sai il pagan metal dove lo metto?
black metal una posa demenziale: suonare merda e pretender di piacere.
cinquanta e più persone in formazione e nessuna nel suo ruolo, dannazione! i membri sono membra del corpo, le canzoni solo un pretesto per placare di fama la sete. ora in coro dite chi siete!
noi siamo le banche organi a disposizione del corpo malato di malnatt. noi siamo le banche organi a disposizione del corpo malato di malnatt. noi siamo! le banche organi a disposizione del corpo malato di malnatt. non siamo le banche organi! indisposizione! dal corpo malato di malnatt. noi siamo le banche organi: estrema unzione del corpo malato di malnatt. noi siamo le banche organi: decomposizione del corpo malato, del porco malnato di malnatt.
Track Name: E lasciatemi divertire
tri tri tri, fru fru fru, uhi uhi uhi, ihu ihu ihu.
il poeta si diverte, pazzamente, smisuratamente.
non lo state a insolentire, lasciatelo divertire
poveretto, queste piccole corbellerie sono il suo diletto.
cucù rurù, rurù cucù, cuccuccurucù!
cosa sono queste indecenze? queste strofe bisbetiche?
licenze, licenze, licenze poetiche. sono la mia passione.
farafarafarafa, tarataratarata, paraparaparapa, laralaralarala!
sapete cosa sono? sono robe avanzate,
non sono grullerie, sono la... spazzatura delle altre poesie,
se d’un qualunque nesso son prive, perché le scrive quel fesso?
bubububu, fufufufu, friù! friù!
bilobilobiobilobilo blum! filofilofilofilofilo flum!
bilolù. filolù, u.
non è vero che non voglion dire, vogliono dire qualcosa.
voglion dire... come quando uno si mette a cantare
senza saper le parole. una cosa molto volgare.
ebbene, così mi piace (di) fare.
a, e, i, o, u
e lasciatemi divertire!
Track Name: Cadaverica nebbia
cadaverica nebbia, al livello dei paracarri
nei canali i corpi dei tetti annegati.
le finestre degli annessi l’ocra delle stanze
l’obitorio delle pozze, come un fiume.
e in esse i cocchieri, gli arabeschi delle carrozze,
ed è preso per la briglia il cavallo del firmamento.
e le gocce nei cespugli, la via piena di nuvole,
cinguettío degli uccelli, le gemme sui rami.
e tutti quanti, tutti escono assieme a me
per la strada deserta verso il campo jamskòe,
dove i lampioni dormono è straniera la distanza:
sul far dell’alba assordano i fringuelli marini.
di nuovo per un niente con timidezza
il suolo va creando nel silenzio un’opera grandiosa. di nuovo per un niente... un’opera… grandiosa!
Track Name: Alla mia nazione
non popolo arabo, non popolo balcanico, non popolo antico ma nazione vivente, ma nazione europea: e tu cosa sei?
terra di infanti, affamati, corrotti, governanti impiegati di agrari, prefetti codini, avvocatucci unti di brillantina e i piedi sporchi, funzionari liberali carogne come gli zii bigotti, una caserma, un seminario, una spiaggia libera, un casino!
milioni di piccoli borghesi come milioni di porci pascolano sospingendosi sotto gli illesi palazzotti, tra case coloniali scrostate ormai come chiese. case coloniali come chiese
proprio perché tu sei esistita, ora non esisti, proprio perché fosti cosciente, sei incosciente. e solo perché sei cattolica, non puoi pensare che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male. sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.
Track Name: Qualche parola su me stesso
amo guardare come muoiono i bambini.
l’avete mai vista la brumosa onda della risacca del riso
dietro la proboscide della tristezza?
io, invece, nella biblioteca delle strade
ho sfogliato così spesso il volume delle tombe.
la mezzanotte palpava con fradicie dita
me
e il chiuso steccato, e con la calvizie delle cupola imperlata dall’acquazzone galoppava la cattedrale impazzita.
e vedo: cristo fuggiva dall’icona, e la fanghiglia baciava in lacrime
il lembo della tunica sbattuto dal vento.
io grido contro il muro, conficco il pugnale delle parole frenetiche
nella polpa del cielo inturgidito: sole! padre mio!
abbi tu almeno pietà, non tormentarmi!
è il sangue mio da te versato che scorre sul lungo cammino.
è la mia anima in quei brandelli della lacerata nuvola
sull’arrugginita croce del campanile nel cielo riarso!
tempo! almeno tu, sciancato pittorucolo di icone,
dipingi la mia immagine nel sacrario del secolo deforme!
sono solitario come l’ultimo occhio
di un uomo in cammino verso la terra dei ciechi.
Track Name: Posso
posso insegnarti i congiuntivi,
posso insegnarti a guardare il cielo
apprezzandone anche i piccoli ritagli
tra gli angoli dei tetti.
posso portarti in chiesa
senza pregare
posso farti camminare
senza farti stancare,
questo posso fare,
quando mi dai motivo.
posso insegnarti a pensare
di conseguenza a soffrire
non mi vorrai ringraziare
no...

per tutto il resto
puoi sceglierti un marito,
o qualche serie di-amanti,
un anello da mettere al dito
e qualche cesta di gatti.
puoi lottare per un mito
una causa o un partito.
puoi accendere un mutuo
o anche solo del fumo.
puoi bere molto alcol
o le menzogne di qualcuno.
puoi credere a tutti
tranne a me.

posso insegnarti ad ascoltare 
la musica di un cantiere, 
posso farti scoprire la poesia 
anche se sei felice.
posso farti apprezzare 
anche l’arte più indecente 
quella che dice la gente: 
“lo potevo fare anch’io”.
posso allontanare dio
avvicinarti al mio io
se mi dai un motivo 
anche musicale.
Track Name: Chiese chiuse
statue d’ebano lungo i viali
sante a cui fare donazioni.
abeti ebeti, albine diafane
afroasiaticheuropee.
papi, pope e papponi,
la guerra fredda è finita,
scambiatevi un segno di pace
per la vostra candida vita.
sono gli alberghi a ore i veri templi dell’amore.
amore come sindrome lenzuola come sindone. cum on!
altari in cui sacrificare una prole potenziale.
prendete e mangiatelo tutto
questo è il mio corpo in saldo per voi.
alzate le gambe all’aria, ave regina missionaria,
salutate del vostro signore la cappella pagata a ore.
prostatite, prostitute, inchinatevi,
perché qui il tempo è denaro
e il denaro qui è dio, ed io?
sono positivo, sì-ero-positivo
si fidi di me, sifilide
gonorrheal, god’s not real.
Track Name: Dialogo di marionette
perché, mia piccola regina,
mi fate morire di freddo?
il re dorme, …
potrei, quasi cantarvi una canzone,
ché non udrebbe!
oh, fatemi salire sul balcone!
mio grazioso amico,
il balcone è di cartapesta,
non ci sopporterebbe!
volete farmi morire senza testa?
...senza testa!
oh, piccola regina,
sciogliete i lunghi capelli d’oro!
poeta! non vedete
che i miei capelli...
sono di stoppa?
oh, perdonate!
perdono.
così?
così...?
non mi dite una parola,
io morirò...
come? per questa sola
ragione?
siete ironica... addio!
vi sembra?
oh, non avete rimpianti
per l’ultimo nostro convegno
nella foresta di cartone?
... di cartone!
io non ricordo, mio
dolce amore... ve ne andate...
per sempre?
oh, come
vorrei piangere!
ma che posso farci
se il mio piccolo cuore
è di legno?

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